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Monumento ai caduti

"La città esalta con le pietre del Carso la gloria dei suoi figli 1915-1918", così recita l'iscrizione sul fronte del monumento: una struttura in cemento armato su cui posano possenti blocchi di pietra carsica, in memoria dei luoghi dove si era combattuto. Un viale alberato lo collega al centro storico rendendolo punto focale tra città e lago che, dall'uno o dall'altro punto di vista, si incontrano in una continuità ideale nell'architettura bifronte.
Collocato sul fronte lago, conclude infatti un fondale prospettico (viale Vittorio Veneto), sorretto dall'imponente blocco del Novocomum. Il progetto nacque dall'elaborazione di Prampolini dello schizzo per una torre-faro di Antonio Sant'Elia. Terragni lo applicò a preesistenti strutture in cemento armato. Nel solco delle esperienze condotte dal Movimento Moderno Europeo, la struttura sorge su un basamento interamente percorribile, articolato in modo da ridisegnare geometricamente la sponda del lago. Le due facciate, uguali, sottolineano, degradando nel gioco delle modanature, una solenne verticalità. Nucleo della torre è la cripta. I nomi dei caduti su un monolite rosso, sono nel sacrario.