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Santi Cosma e Damiano

Martiri del IV secolo vennero poi scelti come protettori della famiglia dei Medici. I due fratelli, secondo la leggenda professavano nel campo della medicina, prestando gratuitamente la loro assistenza. Dato che Damiano non ebbe cuore di rifiutare il dono di tre uova da parte di una paziente, Cosimo per lo sdegno rifiutò di essere sepolto con il fratello. Accusati di stregoneria condannati dal proconsole romano Lisia, nella città di Egea, fuoco, lapidazione e frecce non bastarono, dovettero decapitarli. Furono per intervento divino sepolti insieme: fu provato infatti che Damiano accettò il dono di Palladia per non umiliare la donna. La fama e la ricchezza leggendaria che determinò il profilo delle due figure, si diffuse soprattutto a oriente prima di essere scelti dalla potente famiglia fiorentina. Una pergamena del 1293 attesta opere di edilizia del complesso contemporanee alla ricostruzione del nartece esterno di S. Abbondio, da cui era dipendente. Secondo una tipologia diffusa in questo territorio, l'aula unica è coperta a tetto e l'abside ha la calotta in muratura. Nel semicatino dell'abside domina un eterno padre in "mandorla", tipologia che segue una consuetudine medievale. A modernizzare la figura è il modellato dal tratto sicuro e la decorazione all'interno della mandorla, collocata tra cherubini. Nel '500, per dare nuova veste all'abside, si posò sul muro circolare una sottile parete, supporto dell'affresco cinquecentesco ora conservato nella pinacoteca civica. Rimossi l'affresco e il supporto, è emersa una composizione trecentesca rimasta occultata per oltre quattro secoli. Passata nel corso del sec XVI nelle mani della famiglia Castiglioni, divenne una abitazione privata, ragione per cui gli affreschi furono coperti e l'abside sventrato per aprirvi un balcone.
Solo dal 1988 fu finalmente sottoposta a un provvidenziale restauro. L'accurata indagine cui è stata sottoposta, ha rivelato che la fase più antica è da riferire a una struttura a impianto cruciforme e ad ampio transetto, orientata est-ovest, e che un ridimensionamento dell'XI secolo portò la chiesa a ricoprire più o meno l'attuale superficie. Prima di assumere una funzione residenziale, dovette essere, forse per un breve ma intenso periodo, un'officina in cui si producevano campane. Si è poi persa memoria delle vicende che la interessarono, tanto che tale oscurità si estende fino al momento del suo restauro.